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Al ritorno dal week end, trascorso al rifugio
Locatelli nelle dolomiti di Sesto a 2438 metri di
quota, la gioia era scolpita sul volto dei partecipanti
e le vesciche nei loro piedi. Fortunatamente le ferite
si rimarginano, l'entusiasmo si consolida nel tempo
e rimane nella memoria.
  
Il
Gruppo Tre Scarperi, a guardia della valle
Campo di Dentro, la Croda Baranci, con le molteplici
vette simili a ciclopiche canne d'organo, le ardite
Torri dei Scarperi e di Toblin, superbi monoliti
che ricordano quelli della Monument Valley, il Paterno,
con le suggestive gallerie
della Grande Guerra, il Cristallo,
massiccio ed imponente gruppo che si specchia nelle
fredde acque del lago di Landro, sembrano nomi usciti
da una fervida fantasia popolare ma nella memoria dei
soci partecipanti sono entrati come elementi immutabili
di uno scenario di straordinaria bellezza.

Con le immagini, impresse nella memoria,
delle Tre
Cime di Lavaredo, solide ed impareggiabili , di
un lontano ghiacciaio austriaco improbabilmente ribattezzato
Marmolada da menti di chiara origine padana e poco avvezze
all'orientamento cardinale, di un meraviglioso cielo
stellato in cui spiccava la stabile e nitidissima presunta
luce planetare di Giove, un gruppo di bancari di pianura
è tornato a valle arricchito nello spirito e
rinfrancato nel corpo.
Interessante escursione ad anello aperto
iniziata di sabato pomeriggio poco prima del rifugio
Tre Scarperi (Val Campo di Dentro) dove ci ha lasciati
il pulmann a quota 1500 metri circa e proseguita, sul
sentiero 105 lungo la Costa San Candido, fino al rifugio
Locatelli dove abbiamo pernottato (2438 m, dislivello
coperto in circa 4 ore). La domenica mattina, dopo aver
raggiunto la Forcella Lavaredo (2457 m) ed intrapreso
la salita al Paterno mediante sentiero attrezzato che,
attraverso un sistema di gallerie e trincee di guerra,
percorre gran parte del profilo a forma di pala del
monte, abbiamo fatto ritorno al rifuglio Locatelli e
ripreso la via del ritorno, attraverso le valli di Rinbon
e della Rienza fino al lago di Landro (1428 m) dove
ci attendeva il pulmann.

Percorso
tracciato su mappa Google: primo giorno in rosso, secondo
giorno in giallo salita alla cima, in verde ritorno.
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