|

Tra le escursioni compiute negl'anni '70, il ricordo
di quella effettuata sul Cristallo, percorrendo in discesa
il sentiero attrezzato Ivano Dobona, risulta parecchio
labile ed offuscato da una densa patina di ruggine.
Neppure le poche immagini in bianco e nero di quel periodo,
quella del ponte sospeso a parte, servono a ravvivare
la memoria.
La causa probabilmente va ricercata nel brutto tempo
incontrato durante quell'escursione, non piovoso ma
alquanto tetro e grigio, che ha impedito all'occhio
di spaziare tra favolosi panorami, quali dovrebbero
apparire invece in una giornata solare.
E'
certo che abbiamo raggiunto Forcella Staunies
(2918 m) utilizzando gl'impianti di risalita che partono
da Rio Gere e transitano per Sor Forcia, alla loro apertura
mattutina, dopo aver trascorso una notte a Cortina.
Neppure il rifugio
Lorenzi, poco lontano dalla forcella, occupa il
benchè minimo spazio nella memoria. La discesa
ad Ospitale (1480 m), dove aspettava il nostro pullman,
ha richiesto l'intera giornata.
Nel primo tratto del percorso, una breve galleria di
guerra porta al ponte
sospeso che supera con un unico balzo una profonda
gola; quindi con ripide rampe metalliche si guadagna
la cresta che si percorre fino alla quota più
alta del percorso attrezzato (2985 m).
Si continua poi tra lastroni e salti di roccia verso
la Forcella Grande, che si apre fra il Cristallino d'
Ampezzo e la Cresta Bianca. Numerosi sono i resti di
ricoveri, opere fortificate e trincee. Oltrepassata
Forcella Grande, si prosegue sul versante sud per cengie
attrezzate, passando sotto la Cresta Bianca giungendo
alla Forcella Padeon (2760m), dove sorge il Bivacco
Mag. Carlo Buffa di Perrero. La lunga discesa su percorso
attrezzato continua fino allo Zurlon (2363 m) e si trasforma
in sentiero al Col dei Stombe.
Si è ormai al limite della vegetazione. Una
comoda mulattiera discende tra mughi e abetaie fino
alla rotabile della Vai Padeon per raggiungere infine
Ospitale.
(Riferimenti topografici rilevati
dalla cartina Tabacco delle dolomiti ampezzane; foto
a colori scaricate dalla rete)
Percorso
tracciato su mappa Google Earth: in nero=utilizzo impianti;
in giallo sentiero I. Dibona

|