Athos
 
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APPENNINO CAMPANO
Vesuvio
1.281 m
Escursione organizzata privatamente
Organizzata privatamente
primavera 1975 - estate
1991
Difficoltà:
Turistica T
Turistica
   

Il vulcano più famoso del mondo, immortalato nelle vedute che lo incorniciano fra i rami dei pini di Posillipo e menzionato persino da W. Disney che sulle sue pendici vi pose la dimora abituale di Amelia la fattucchiera. Il Vesuvio, tipico esempio di vulcano a recinto costituito da un cono esterno tronco, il Monte Somma oggi spento e con cinta craterica in gran parte demolita dall'eruzione del 79 d.C., entro la quale si trova un cono più piccolo, ancora attivo, cresciuto negl'ultimi duemila anni. L'attuale cratere, di forma elittica e largo circa mezzo chilometro, risale all'eruzione dell'aprile 1944.

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Risalito per due volte: la prima nella primavera del 1975 durante un periodo di vacanza con moglie tra alcune località delle Puglie e Campania, la seconda nell'estate del 1991, con moglie e figlio, al ritorno da una vacanza in Calabria con sosta a Napoli e dintorni.Clicca per ingrandire

 

Curzio Malaparte era a Napoli nella primavera del 1944 come ufficiale di collegamento con il comando alleato e lì fu testimone dell'ultima grande eruzione.

Clicca per ingrandire"Il cielo , a oriente, squarciato da un'immensa ferita, sanguinava, e il sangue tingeva di rosso il mare, l'orizzonte si sgretolava, ruinando in un abisso di fuoco. Scossa da profondi sussulti, la terra tremava, le case oscillavano sulle fondamenta, e già si udivano i tonfi sordi dei tegoli e dei calcinacci che, staccandosi dai tetti e dai cornicioni delle terrazze, precipitavano sul lastrico delle strade, segni forieri di una universale rovina. Uno scricchiolio orrendo correva nell'aria, come d'ossa rotte, stritolate. E su quell'alto strepito, sui pianti, sugli urli di terrore del popolo, che correva qua e là brancolando per le vie come cieco, si alzava, squarciando il cielo, un terribile grido.

Il Vesuvio urlava nella notte, sputando sangue e fuoco.

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Un gigantesco albero di fuoco sorgeva altissimo fuor della bocca del vulcano; era un'immensa, meravigliosa colonna di fumo e di fiamme, che affondava nel firmamento fino a toccare i pallidi astri. Lungo i fianchi del Vesuvio, fiumi di lava scendevano verso i villaggi sparsi nel verde dei vigneti. Il bagliore sanguigno della lava incandescente era così vivo, che per un immenso spazio intorno i monti e la pianura n'erano percossi con incredibile violenza. Boschi, fiumi, case, prati, campi, sentieri, apparivano nitidi e precisi, come mai avviene di giorno: e il ricordo del sole era già lontano e sbiadito
."

da "La Pelle" di Curzio Malaparte.

Percorso tracciato su mappa Google Earth: in rosso salita al cratere e ritorno, in giallo percorso sul bordo del cratere.

 


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