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Il monte Grande si eleva a nord del monte
La Nuda, dal quale è separato dalla profonda
sella della Sboccata dei Bagnadori; dalla sua vetta,
ubicata nella parte centrale del Parco regionale del
Corno alle Scale, si può godere, nelle giornate
limpide, della vista su gran parte del territorio protetto
e sulle cime più elevate.
L'itinerario si sviluppa lungo il versante meridionale
del monte Grande e risale per intero la vallata del
fosso dei Bagnadori, tributario del torrente Silla,
la più importante arteria idrografica del Parco.
  Il
persorso prende il via dal bel paesino di Pianaccio
(755 m), frazione di Lizzano in Belvedere, risale il
fosso dei Bagnadori fino a raggiungere la fresca sorgente
della Sboccata dei Bagnadori (1276 m), sale alla vetta
del monte
Grande e ne
segue il crinale fino a scendere al valico di Bocca
delle Tese (1172 m), tocca in breve la facile cima del
monte
Pizzo e rientra a Pianaccio passando per l'incantevole
borgo di Fiammineda.

Sotto l'aspetto
vegetazionale, si attraversano castagneti, faggeti,
ontani, rimboschimenti più o meno recenti di
conifere e, per breve tratto, una prateria sommitale
a graminacee. La presenza di castagneti e noccioli attira
molti roditori mentre ai lati dei ruscelli tributari
del fosso dei Bagnadori sono ben visibili le pozze in
cui grufulano i cinghiali per ripulirsi dai parassiti.
Nei
pressi della vetta del monte Grande la vegetazione ad
alto fusto lascia poco spazio ad una probabile, ora
ingiallita, lussureggiante prateria
altitudinale, costellata di rocce
arenacee che emergono con le loro stratificazioni.
Al rientro da Bocca delle Tese, si
giunge a Fiammineda,
o meglio, a ciò che rimane del lontano splendore
di quel borgo, costellato di ruderi di casoni,
abitazioni, muretti a secco che sostenevano il suolo
cedevole, a testimonianza dell'importante ruolo svolto
in passato nella vallata dalla silvicoltura.
(Estratto da: Escursioni nell'appennino
bolognese di Renzo Rabacchi)
Percorso
disegnato su mappa Google Earth: in rosso salita, in
verde discesa.
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