|
2006
L'alta valle del torrente Brasimone rappresenta il
settore più selvaggio del Parco Regionale dei
laghi di Suviana e Brasimone. La vegetazione della fresca
e verde vallata, ricca di sorgenti e ruscelli tributari
del Brasimone, è dominata da vasti faggeti alternati
a modesti lembi a castagneto ed a rimboschimenti a conifere.
Il
percorso ha inizio a Cà
Fontana del Boia (923 m) e risale, su una carrabile
di servizio forestale, la riva sinistra del Brasimone,
dopodichè abbandona il torrente e la carrabile
per addentrarsi nel faggeto, in direzione dell'azienda
agrituristica La Succhiata. Proseguendo su sentiero
CAI n. 6, dopo aver superato l'Eremo del Viandante in
località Pianaccia (1.114 m) si giunge al crinale,
sul confine toscano. La
Croce
di Geppe che svetta sulla cima vuole ricordare la
figura dell'alpinista di Castiglione dei Pepoli scomparso
sulle Alpi Trentine nel 1975.
Dalla croce, anzichè riprendere
il sentiero con segnavia CAI n. 001 che in direzione
nord attraversa il versante orientale del monte Calvi,
seguiamo tracce di sentiero lasciate probabilmente da
cervi o cinghiali nello spesso strato di foglie morte,
alternate ad orme ungolate confuse con le ben visibili
pozze che gli animali sfruttano per ripulirsi dai parassiti.
Le tracce percorrono il crinale tra la cima appena raggiunta
e
monte
Calvi, punto più elevato del parco ma assolutamnte
non panoramico per la folta vegetazione di vetta e del
suo versante occidentale.
La discesa dal Calvi procede in direzione
nord-est, attraversando prima rimboschimenti che in
parte hanno stravolto la natura di questa vallata, dominata
da faggeti,
e poi ingiallite
praterie, ponendo attenzione all'orientamento (mancanza
assoluta di segni bianco-rossi) per non rischiare di
perdere l'incontro con il sentiero originario, lasciato
alla Croce di Geppe.
L'attraversamento di un ulteriore faggeto
ci porta ad un incrocio dove incontriamo il sentiero
CAI n. 155, che proviene da Stagno e che seguiamo per
raggiungere la vetta del monte omonimo.
La cima, costituita da un gigantesco masso di arenaria
posto sul crinale, rappresenta un punto panoramico di
grande bellezza. Le guide recitano che da questo punto
di osservazione è possibile contemplare il lago
di Suviana nella sua pressochè totale interezza.
Non ci tocca questa fortuna ma, probabilmente, qualcosa
di più eccezionale. Uno strato di nuvole un centinaio
di metri più giù, compatto come un tappeto,
occlude la vista a tutto ciò che sta sotto ma
lascia scoperte, ad ovest, le
sagome
inconfondibili del monte Cimone, Libro Aperto, la
Nuda ed il Corno alle Scale, il Cupolino ed il monte
Gennaio mentre a nord svetta, dal mare di nuvole, il
profilo acuminato del monte
Vigese, come isola galleggiante.
(Estratto da: Escursioni nell'appennino bolognese
di Renzo Rabacchi)
2007

Eccomi di nuovo, a distranza di un
anno esatto, sul crinale appenninico nel territorio
di Castiglione dei Pepoli e sul confine toscano, a ripercorrere
la medesima escursione insieme con nuovi compagni escursionisti.
Considerata l'assoluta mancanza di segnavia tra la Croce
di Geppe ed il monte Calvi, è quasi certo che
abbiamo calpestato le medesime impronte dell'anno prima.
La mancanza di difficoltà tecniche e l'attenzione
all'orientamento rendono quest'escursione facile, interessante
ed anche un pò emozionante. L'interesse è
stato rinnovato dalle condizioni meteo, sempre ottime
ma prive dello strato di nuvole che, la volta scorsa,
ci aveva occultato la vista dall'alto del suggestivo
borgo di Chiapporato, del lago di Suviana e di tutto
il crinale appenninico. 
L'incontro fortunato con una famiglia
di cinghiali, durante la discesa dal Calvi, e la vista
di un paio di solitari cervi maschi, assai diffusi nel
parco Suviana-Brasimone, hanno determinato l'effetto
classico della ciliegina sulla torta.
|