Athos
  Mi presento:
mi chiamo Athos Viali e sono stato impiegato di banca per scelta ma appassionato di montagna e canto corale. (http://www.comune.fe.it/veneziani)

Ho ideato questo sito con mio figlio Francesco, autore della parte grafica, raccogliendo in esso, in prima istanza, tutte quelle cime che ho raggiunto rigorosamente “a piedi”. Successivamente ho inserito alcune escursioni "secondarie", ossia traversate in quota, forcelle, passi e sellette.

Alcune sono sinceramente alla portata di tutti; altre richiedono maggior impegno e conoscenze tecniche specifiche; qualcuna infine è molto impegnativa ma non impossibile per chi intende arrivare.
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Ho cominciato a frequentare la montagna molto presto, ancora prima di iniziare le elementari, partecipando ad iniziative tipiche degli anni ’50, le colonie alpine o marittime, per i figli di operai che non associavano ancora il significato moderno di vacanza al diritto di ferie. E così, grazie ai sacrifici dei miei genitori ed ai consigli del medico di famiglia, ho conosciuto la montagna e consolidato quel legame sentimentale che ancora oggi non mi ha abbandonato. Sono passato progressivamente dalle passeggiate infantili, a due a due per mano sotto l’occhio attento delle vigilatrici, spesso ai bordi di strade scarsamente trafficate per raggiungere posti di svago dove sostare alcune ore e giocare all’aria aperta (l’abetaia in riva al torrente Avisio, il ponte del Diavolo, il boschetto nei pressi della chiesetta gotica di Santa Giuliana, località nel territorio di Pozza di Fassa) ad escursioni più interessanti ed impegnative con frequentazioni di rifugi del periodo della giovinezza, alle cime, vie ferrate, ghiacciai, sci discesa e fondo, ciaspole dell'età di mezzo.
L’approccio genuino e sentimentale che ho avuto con la montagna è rimasto immutato fino ad oggi; il semplice profilo di una catena montuosa all'orizzonte, contrastata dal sole che tramonta (il crinale appenninico del Monte Cimone) oppure quello della catena prealpina del Carega-Pasubio, con le cime innevate, visibili da Ferrara in certe limpide giornate invernali, mi trasmettono ancora segnali inconfondibili di serenità interiore.
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